Revisione moto ogni quanto va fatta: scadenze, costi e sanzioni
Viaggiare in moto Pubblicato il 22 Luglio 2026 di Dimitri

Revisione moto ogni quanto va fatta: scadenze, costi e sanzioni

Il tagliando lo decide il costruttore. La revisione la impone lo Stato, e allo Stato non interessa quanto bene tieni la moto: è un controllo di legge con una data di scadenza, e superata quella la moto non può circolare. Sono due cose diverse che vengono confuse di continuo, anche in officina.

La domanda «revisione moto ogni quanto va fatta» ha una risposta breve — quattro anni dalla prima immatricolazione, poi ogni due — ma è la parte che viene dopo a farti sbagliare: la scadenza è un mese, non un giorno; il costo non è quello che leggi in giro sulle auto; e le sanzioni raccontate online sono quasi sempre più cattive di quelle vere. Qui sotto trovi le scadenze, i costi reali del 2026 (compreso l’aumento che è stato annunciato ma non è ancora in vigore), cosa controllano davvero e cosa rischi se ti sei dimenticato di farla.

La regola in due righe: quattro anni, poi ogni due

Lo schema si chiama 4+2 e vale per moto, scooter e ciclomotori allo stesso modo dal 2003, quando le due ruote sono state allineate alle auto.

  • Prima revisione: entro il quarto anno dalla data di prima immatricolazione.
  • Revisioni successive: ogni due anni.

La fonte non è un forum: è l’articolo 80 del Codice della Strada, e il Portale dell’Automobilista del Ministero lo scrive testualmente — «la prima revisione deve essere sostenuta 4 anni dopo la prima immatricolazione. Le successive revisioni devono essere effettuate con cadenza biennale».

Attenzione a un dettaglio che costa multe: contano i quattro anni dall’immatricolazione, non dall’acquisto. Se hai comprato usata una moto immatricolata tre anni prima, la prima revisione è tua e cade fra dodici mesi, non fra quattro anni.

La scadenza è un mese, non un giorno

Questa è la parte che quasi nessuno spiega bene. La revisione non scade in una data precisa: scade alla fine del mese.

Il mese di riferimento è quello che trovi sul documento di circolazione — il mese di prima immatricolazione per la prima revisione, il mese dell’ultima revisione per quelle successive. Puoi circolare fino all’ultimo giorno di quel mese. Dopo, zero tolleranza.

Un esempio concreto: una moto immatricolata a gennaio 2021 fa la prima revisione entro gennaio 2025, la seconda a gennaio 2027, la terza a gennaio 2029. Il giorno del mese in cui ti presenti non conta; il mese sì.

Tradotto in scadenze del 2026, tocca a te se:

Situazione della tua motoRevisione dovuta nel 2026
Immatricolata nel 2022, mai revisionataSì — nello stesso mese dell’immatricolazione
Ultima revisione fatta nel 2024Sì — nello stesso mese dell’ultima revisione
Immatricolata nel 2023 o 2024No — la prima cade nel 2027 o 2028
Ultima revisione fatta nel 2025No — la prossima è nel 2027

Il modo più rapido per toglierti il dubbio è guardare la carta di circolazione (o il Documento Unico): l’ultima revisione è annotata lì, con mese e anno.

Tagliando e revisione: non sono la stessa cosa

Li sento confondere di continuo, e la confusione è pericolosa in tutte e due le direzioni: c’è chi crede di essere a posto con la legge perché ha appena fatto il tagliando, e c’è chi crede che passare la revisione significhi avere la moto in ordine.

TagliandoRevisione
Chi lo imponeIl costruttoreLa legge (art. 80 CdS)
A cosa serveMantenere la moto efficiente e la garanzia validaVerificare che sia idonea a circolare
QuandoOgni tot km o tot mesi, secondo il libretto4 anni, poi ogni 2
DoveConcessionaria o meccanico di fiduciaMotorizzazione o centro autorizzato
Se saltiProblemi meccanici e contestazioni sulla garanziaMulta e sospensione dalla circolazione

Detto in un altro modo: la revisione è un esame, il tagliando è lo studio. Puoi passare l’esame studiando poco, ma non è una buona idea. Se ti interessa la parte “studio”, ho scritto una guida a parte su ogni quanto va fatto il tagliando alla moto, con gli intervalli marca per marca e la regola chilometri-o-tempo.

Quanto costa la revisione della moto nel 2026

Qui in giro si leggono cifre che ballano, quindi ti do la composizione esatta invece di un numero secco.

Da un centro di revisione o un’officina autorizzata, la tariffa è composta così:

VoceImporto
Tariffa di revisione54,95 €
IVA 22%12,09 €
Diritti Motorizzazione10,20 €
Diritti / commissioni di incassocirca 1,50 – 1,80 €
Totalepoco meno di 80 €

A seconda della commissione di pagamento applicata trovi scritto 78,75 €, 79,00 € o 79,02 €: è la stessa tariffa, cambiano i centesimi dell’incasso. La voce da 54,95 € è quella salita di 9,95 € il 1° novembre 2021, con decreto interministeriale: prima erano 45,00 €.

Alla Motorizzazione si spende meno, perché non paghi né l’IVA né i diritti di incasso dell’officina: il versamento si fa sul conto corrente postale 9001. Sull’importo esatto, però, le fonti non concordano — il Portale dell’Automobilista riporta ancora 45,00 €, cifra precedente all’adeguamento del 2021, mentre la stampa di settore indica 54,90 €. Il punto fermo è che resti sotto i 60 euro; l’importo aggiornato lo verifichi al momento della prenotazione. Preferisco dirti che il dato balla piuttosto che inventarti una cifra tonda.

Il risparmio, comunque, si paga in tempo. Alla Motorizzazione devi prenotare (modulo, ricevuta di versamento e documenti da inviare secondo le istruzioni del Portale) e le attese sono lunghe. In officina spendi qualcosa in più e in mezz’ora hai finito.

L’aumento del 2026: annunciato, non ancora in vigore

Questa è la notizia che troverai raccontata male in metà degli articoli sull’argomento. Un ulteriore aumento di 10 euro — che porterebbe il totale intorno agli 88-89 € — è stato previsto da un emendamento al disegno di legge di conversione del Milleproroghe, con l’obiettivo di adeguare la tariffa all’inflazione e ai costi dei centri autorizzati.

A luglio 2026 non è operativo. L’entrata in vigore è subordinata a un decreto attuativo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che non è ancora stato pubblicato. Chi ti scrive che la revisione costa 88,20 € sta citando una cifra che oggi non paghi. Quando il decreto uscirà, l’aumento scatterà; fino ad allora la tariffa è quella del 2021.

Cosa controllano davvero durante la revisione

Non è una perizia sullo stato di salute della moto: è una verifica di idoneità alla circolazione. Il tecnico guarda che ci sia tutto, che funzioni e che i valori stiano nei limiti.

  • Identificazione: numero di telaio, targa e corrispondenza con i dati della carta di circolazione.
  • Impianto frenante: efficienza e bilanciamento, anteriore e posteriore.
  • Sterzo e sospensioni: gioco del manubrio, tenuta di forcella e ammortizzatori.
  • Pneumatici e ruote: usura, integrità, misure omologate.
  • Impianto elettrico e luci: fari, frecce, stop, orientamento del fascio luminoso.
  • Telaio e strutture: assenza di lesioni, deformazioni, saldature improvvisate.
  • Emissioni: analisi dei gas di scarico.
  • Rumorosità: il rilievo che manda in bianco gli scarichi non omologati.

Sul battistrada gira un dato sbagliato che vedo ripetuto ovunque: per i motoveicoli il minimo di legge è 1,0 mm, non 1,6 mm. L’1,6 mm è il limite delle auto; per i ciclomotori si scende a 0,5 mm. Detto questo, arrivare alla revisione con le gomme al limite legale è una scelta discutibile: molto prima di quella soglia una gomma smette di lavorare come dovrebbe, soprattutto sul bagnato — ne parlo più in dettaglio nella guida agli pneumatici moto.

Per scooter e ciclomotori 50 c’è un controllo in più: la verifica che la velocità massima non superi i 45 km/h. Se il mezzo è stato “aperto”, la revisione è esattamente il posto dove viene fuori.

Vale la pena presentarsi con la moto già a posto: luci funzionanti, gomme in ordine, niente perdite, targa leggibile, scarico originale montato. Buona parte delle bocciature riguarda cose che si sistemano in dieci minuti a casa. La stessa logica dei controlli pre-partenza, applicata al piazzale del centro revisioni.

Dove farla e cosa portare

Hai due strade:

  • Uffici della Motorizzazione Civile: costano meno, accettano qualunque veicolo, ma richiedono prenotazione e pazienza.
  • Centri di revisione e officine autorizzate: costano una ventina di euro in più, sono ovunque e di solito ti danno l’appuntamento in pochi giorni.

Da portare: la carta di circolazione (o il Documento Unico) e un documento d’identità. Nei centri privati il pagamento avviene direttamente alla struttura; alla Motorizzazione serve la ricevuta del versamento sul conto 9001.

Se la revisione va bene, l’esito viene registrato e ricevi l’etichetta adesiva con la data. È la prova che ti serve se ti fermano.

I tre esiti possibili

Non è un binario passa/non passa: gli esiti sono tre.

Regolare. Tutto in ordine, esito annotato, si riparte. La prossima scadenza è fra due anni, stesso mese.

Ripetere. Sono emersi difetti da sistemare: metti a posto e ripresenti il mezzo. Le fonti di settore indicano una finestra di circa trenta giorni per tornare — non è un termine che ti conviene tirare, perché nel frattempo la revisione resta non superata.

Sospeso dalla circolazione. È l’esito serio: la moto viene giudicata non idonea e non può circolare, se non per raggiungere l’officina o il centro revisione. Circolare lo stesso è la violazione che costa cara, e la trovi spiegata qui sotto.

Revisione scaduta: cosa si rischia davvero

Qui va fatta chiarezza, perché su questo punto quello che si legge in giro è pieno di errori — e sono errori che spaventano più del dovuto.

Il testo dell’articolo 80, comma 14 del Codice della Strada prevede, per chi circola con un veicolo non sottoposto a revisione:

  • una sanzione amministrativa da 173 a 694 euro;
  • il raddoppio della sanzione «in caso di revisione omessa per più di una volta in relazione alle cadenze previste»;
  • l’annotazione, da parte dell’organo accertatore, «sul documento di circolazione che il veicolo è sospeso dalla circolazione fino all’effettuazione della revisione».

Da lì in poi la moto può muoversi solo per andare a fare la revisione.

Il mito da sfatare. Molti articoli — compresi alcuni fra quelli che Google mette in cima — scrivono che alla revisione scaduta seguono «sequestro immediato e fermo amministrativo di 90 giorni». Non è così. Il fermo di novanta giorni e la sanzione da 1.998 a 7.993 euro riguardano chi viene fermato mentre circola con un veicolo già sospeso dalla circolazione, cioè dopo una prima contestazione; in caso di reiterazione si arriva alla confisca. È una fattispecie diversa, e confonderla con la prima è come confondere una multa per divieto di sosta con la rimozione.

Altra precisazione utile: l’articolo 80 sanziona il veicolo, non il comportamento di guida. Non comporta decurtazione di punti dalla patente. È un problema di portafoglio e di documenti, non di patente a rischio — cosa che invece riguarda altre violazioni, come racconto nella guida al rinnovo della patente moto.

E l’assicurazione?

Il luogo comune dice: «con la revisione scaduta l’assicurazione non paga». È una semplificazione sbagliata.

La RCA risarcisce comunque i terzi danneggiati: è una tutela prevista a favore della vittima, non dell’assicurato, e non salta perché hai dimenticato una scadenza. La compagnia può però esercitare la rivalsa nei tuoi confronti — cioè chiederti indietro quanto ha pagato — se il contratto contiene una clausola che lo prevede e se riesce a dimostrare un nesso tra la mancata revisione e il sinistro. Le garanzie accessorie (furto e incendio, kasko) rispondono invece alle proprie condizioni di polizza, che vanno lette.

Morale: non è vero che perdi la copertura, ma è vero che ti esponi. Se stai già ragionando sui costi della polizza, ho raccolto qualche criterio nella guida su come risparmiare sull’assicurazione moto.

Scooter 50, moto d’epoca e altri casi particolari

Ciclomotori e scooter 50. Stesso schema 4+2: prima revisione entro quattro anni dall’immatricolazione (o dal rilascio del certificato di idoneità tecnica), poi ogni due anni, sempre con scadenza a fine mese. In più, il controllo della velocità massima a 45 km/h e il battistrada minimo di 0,5 mm.

Moto d’epoca e storiche. L’iscrizione a un registro storico — ASI, Registro Storico FMI — non esonera dalla revisione: se il mezzo circola su strada pubblica, la revisione serve. Cambia dove la fai: i veicoli immatricolati dal 1° gennaio 1960 in poi possono andare sia alla Motorizzazione sia nelle officine autorizzate; quelli immatricolati prima del 1960 vanno solo agli uffici periferici della Motorizzazione, perché la loro meccanica non è sempre compatibile con i banchi a rulli. Su come tenere in ordine un mezzo di quell’età ho scritto qualcosa nella guida alle moto d’epoca.

Moto ferma da anni. La revisione scade anche se la moto non si muove. Finché non circola non commetti alcuna violazione, ma il giorno in cui vuoi riaccenderla e portarla in strada devi essere in regola: e prima di quel giorno conviene passare dai controlli di ripresa dopo il rimessaggio, a partire dalla batteria.

Moto comprata usata. Prima di firmare, chiedi la data dell’ultima revisione e confrontala con la carta di circolazione. È un controllo da trenta secondi che ti dice due cose: se il mezzo è in regola e quanto manca alla prossima spesa. Vale soprattutto se è la tua prima moto.

Come non arrivarci in ritardo

Il problema vero della revisione non è farla: è ricordarsi che scade. Ogni due anni, un mese preciso e nessun avviso: non arriva una lettera, non arriva una mail. La scadenza è tua e basta.

Per controllare com’è messa la tua moto oggi, i servizi ufficiali sono gratuiti: dal Portale dell’Automobilista o dall’app iPatente inserisci la targa e vedi l’ultima revisione registrata con il relativo esito (i dati coprono in modo affidabile gli ultimi anni, dal 2018 in avanti; per mezzi molto vecchi può mancare qualcosa). È una verifica utile anche prima di comprare usato.

Per il futuro, però, serve un promemoria. Che sia il calendario del telefono, un foglio o un’app cambia poco, purché ci sia: la revisione è la scadenza più facile da dimenticare proprio perché arriva raramente.

Io ho costruito RideLog anche per questo. È l’app che uso per tenere insieme viaggi, consumi e manutenzione della moto, e la sezione scadenze serve esattamente a questo tipo di appuntamenti: imposti una volta revisione, tagliando, assicurazione e bollo, e ricevi la notifica prima che sia tardi. Tutti i dati restano sul telefono — niente server, niente cloud, niente account: è una scelta di progetto, non un ripiego.

Sono onesto sui limiti: RideLog non prenota la revisione al posto tuo e non dialoga con la Motorizzazione. Ti dice quando scade e tiene il registro di cosa hai fatto e quando — che nel momento in cui rivendi la moto, o discuti una garanzia, vale più di quanto sembri.

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Cinque cose che si leggono in giro e non sono vere

«C’è una tolleranza di qualche giorno dopo la scadenza.» No. Puoi circolare fino all’ultimo giorno del mese di scadenza; dal primo del mese successivo sei in violazione.

«Se ho fatto il tagliando sono a posto anche con la revisione.» Sono due cose distinte: una la impone il costruttore, l’altra la legge. Il tagliando non sostituisce la revisione in nessun caso.

«Con la revisione scaduta ti sequestrano la moto sul posto.» Alla prima contestazione la moto viene sospesa dalla circolazione, non sequestrata. Il fermo di novanta giorni riguarda chi circola dopo la sospensione.

«La revisione fa perdere punti dalla patente.» No: l’articolo 80 colpisce il veicolo, non la condotta di guida.

«Alla revisione controllano anche il tagliando.» No: il centro verifica l’idoneità del mezzo, non se hai rispettato il piano di manutenzione della casa. Sono controlli separati, con finalità diverse.

Domande frequenti

Revisione moto ogni quanto va fatta?

La prima entro quattro anni dalla data di prima immatricolazione, le successive ogni due anni. La scadenza cade a fine mese: quello dell’immatricolazione per la prima revisione, quello dell’ultima revisione per le successive.

Quanto costa la revisione della moto nel 2026?

Da un centro autorizzato poco meno di 80 euro: 54,95 € di tariffa, 12,09 € di IVA, 10,20 € di diritti Motorizzazione e circa 1,50-1,80 € di commissioni di incasso. Alla Motorizzazione si spende meno (sotto i 60 euro, importo da verificare alla prenotazione) ma i tempi di attesa sono più lunghi. L’aumento di 10 euro di cui si parla per il 2026 non è ancora in vigore: manca il decreto attuativo.

Posso circolare con la revisione scaduta per andare a farla?

La circolazione è consentita solo per recarsi al centro di revisione o all’ufficio competente. Prenota prima e porta con te la ricevuta dell’appuntamento: non è una franchigia scritta nel Codice, ma è la cautela minima se vieni fermato lungo la strada.

Cosa succede se non passo la revisione?

Se l’esito è “ripetere” sistemi i difetti e ripresenti la moto. Se l’esito è “sospeso dalla circolazione” non puoi circolare, se non per raggiungere l’officina o il centro revisione. In entrambi i casi la revisione resta non superata finché non torni a farla.

La revisione degli scooter 50 è uguale a quella delle moto?

Sì, con le stesse scadenze 4+2. Cambiano due dettagli tecnici: il controllo che la velocità massima non superi i 45 km/h e il battistrada minimo, che per i ciclomotori è di 0,5 mm contro l’1,0 mm dei motoveicoli.

Come faccio a sapere quando scade la revisione della mia moto?

La trovi annotata sulla carta di circolazione o sul Documento Unico, e la verifichi online dalla targa sul Portale dell’Automobilista o sull’app iPatente. Per non arrivarci in ritardo la volta dopo, serve un promemoria: un’app che tiene registro e scadenze della moto — RideLog lo fa, con i dati che restano sul telefono — risolve il problema meglio della memoria.

La revisione non è una tassa travestita né una formalità: è il momento in cui qualcuno che non sei tu guarda freni, gomme, luci e telaio della tua moto. Farla nei tempi costa ottanta euro e mezz’ora; dimenticarsela costa come minimo il doppio, più la seccatura di girare con un mezzo sospeso dalla circolazione.

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