Il 19 giugno 2026 il Colle del Nivolet ha riaperto dopo l’inverno, e da fine luglio per salirci in moto l’ultimo tratto lo prenoti online: numero chiuso, trecentocinquanta veicoli al giorno nei weekend, moto comprese. È la prima cosa da capire di questa regione: le strade più belle non sono sempre aperte, e alcune nemmeno sempre accessibili.
Cerca «itinerari moto Piemonte» e trovi le solite liste che allineano gli stessi cinque colli senza dirti mai quale è chiuso metà dell’anno, quale ha otto chilometri di sterrato prima della cima, quale è un vicolo cieco in cui sali e torni indietro. Sotto trovi sette percorsi reali — dai grandi valichi del Cuneese alle Langhe del vino, fino ai laghi — con le quote giuste, le stagioni, e le insidie che nessuno mette in copertina.
Perché il Piemonte in moto è tre regioni in una
Il Piemonte ti mette davanti tre mondi diversi nel giro di un paio d’ore di strada. C’è l’arco alpino del Cuneese e del Torinese, con valichi asfaltati che sfiorano i 2.700 metri: roba da grandi passi, aria sottile, tornanti che non finiscono mai. Ci sono le Langhe, colline morbide tra i vigneti dove si guida rilassati e si mangia meglio che in mezza Europa. E ci sono i laghi — Maggiore, Orta — con strade tortuose a bassa quota che si fanno anche a marzo.
La conseguenza pratica è che qui puoi costruirti il viaggio che vuoi: una settimana di soli passi tra le valli occitane, un weekend lento tra Barolo e La Morra, o un mix che alterna quota e collina. Pochi posti in Italia ti danno questa scelta.
La seconda conseguenza è meno comoda: i grandi colli piemontesi sono stagionali, e più d’uno nasconde una fregatura che le liste online non ti dicono — un tratto sterrato, un divieto, un fondo massacrato. Programmare un giro in Piemonte vuol dire sapere *prima* cosa è aperto e cosa è davvero percorribile in moto, non scoprirlo davanti a una sbarra o a otto chilometri di ghiaia.
1. Colle dell’Agnello: il tetto asfaltato della Val Varaita
È il colle che da solo giustifica la salita in Piemonte. Dalla Val Varaita, superati Casteldelfino e Chianale, la SP 251 arriva ai 2.744 metri del Colle dell’Agnello, sul confine con la Francia e il Queyras. È uno dei valichi asfaltati più alti delle Alpi e il valico di confine più alto tra Italia e Francia. Non è il tetto delle Alpi in assoluto — l’Iseran e lo Stelvio, che passi di confine italo-francese non sono, restano più su — ma lassù la sensazione è quella.
La salita è lunga, regolare, con il fondo in buono stato fino in cima e l’ultimo tratto che apre su un anfiteatro di roccia e pietraie. In alto il paesaggio è lunare e il meteo cambia in fretta: qui una nuvola nera va presa sul serio.
È un colle stagionale. Chiude in autunno e riapre a fine primavera: nel 2026 la SP 251 è tornata percorribile il 29 maggio. Prima di puntarci, controlla lo stato della strada sul servizio “Muoversi in Piemonte” o sui canali della Protezione Civile della Provincia di Cuneo — sopra i duemila metri, a inizio o fine stagione, una nevicata tardiva richiude tutto in poche ore. Se i grandi valichi sono la ragione del tuo viaggio, li ho raccontati anche nella guida al touring alpino tra i passi di montagna.
2. Colle Fauniera: il colle dei Morti e il monumento a Pantani
Se l’Agnello è il più alto, il Colle Fauniera — detto anche Colle dei Morti — è il più selvaggio. Sta a 2.481 metri tra la Valle Grana, la Valle Stura e la Valle Maira, e in cima, pochi metri più su, c’è la statua di Marco Pantani che scattò proprio qui al Giro del 1999.
Non aspettarti una strada comoda. È una carreggiata strettissima di montagna, in gran parte comunale, senza guardrail continui e con l’asfalto rattoppato e sconnesso in troppi punti: bellissima da guidare, ma da rispettare. Si sale per lo più a passo lento, godendosi il vuoto intorno e i valloni che si aprono a ogni tornante. È forse la strada alpina più emozionante del Piemonte, e insieme una di quelle col fondo peggiore.
Stagione: grosso modo da giugno a ottobre. D’inverno la neve la chiude, e anche in stagione i tratti in ombra vicino ai torrenti restano umidi a lungo. Gomme in ordine e frenata sempre pronta: qui non si improvvisa.
3. Colle delle Finestre: bellissimo, ma leggi bene prima di partire
Il Colle delle Finestre, 2.178 metri tra la Val di Susa e la Val Chisone, è famoso per i suoi tornanti e per le tappe leggendarie del Giro d’Italia. È anche il percorso su cui più liste di “itinerari moto” ti mettono nei guai, perché ne raccontano solo metà.
Ecco il punto che devi sapere. Dal versante di Susa la SP 172 è asfaltata solo fino al Colletto di Meana, a 1.452 metri: da lì gli ultimi otto chilometri fino al colle sono sterrati, ghiaia battuta con 33 tornanti. Sono uno spettacolo per chi ha una enduro o una maxi-enduro con gomme tassellate, un problema serio per una moto puramente stradale e per chi non ha confidenza con il fuoristrada. Il versante della Val Chisone, verso Fenestrelle e Pra Catinat, è invece asfaltato.
Quindi: se guidi una stradale, sali e scendi dal lato Chisone e goditi la vista sul Forte di Fenestrelle; l’anello completo con lo sterrato lasciandolo a chi ha la moto giusta. Anche qui è un colle stagionale: nel 2026 la riapertura completa della SP 172 era prevista intorno al 16 giugno, con lavori legati anche al passaggio del Giro d’Italia Women.
Una trappola nella trappola: la vicina Strada dell’Assietta (SP 173), spesso accostata alla Finestre come “giro in moto”, è quasi tutta sterrata sopra i 2.000 metri, aperta solo da luglio a ottobre e per giunta chiusa ai veicoli a motore il mercoledì e il sabato nei mesi estivi. È un itinerario off-road vero, non un percorso da moto stradale: trattalo come tale.
4. Colle del Nivolet: il più spettacolare (ma è un vicolo cieco)
Il Colle del Nivolet, 2.612 metri alla fine dell’asfalto, è probabilmente la salita più fotografata del Piemonte. Dalla Valle dell’Orco, superata Ceresole Reale, la SP 50 si arrampica per una ventina di chilometri tra laghi artificiali — il Serrù, l’Agnel — e pareti di roccia, dentro il Parco Nazionale del Gran Paradiso.
Due cose che le liste dimenticano di dirti. La prima: è una strada a fondo cieco. Non valichi da nessuna parte — si sale, si arriva in cima, e si torna giù dalla stessa strada. La seconda: nei weekend estivi l’ultimo tratto è a numero chiuso. Il progetto “A piedi tra le nuvole” limita l’accesso agli ultimi sei chilometri a 350 veicoli al giorno, moto incluse, con registrazione online obbligatoria; nel 2026 il contingentamento parte dal weekend del 26-27 luglio. Oltre il punto di blocco si prosegue a piedi, in bici o in navetta.
Non è una limitazione da subire con fastidio: è la ragione per cui lassù, in una domenica di agosto, si sta ancora bene. Ma va messa in conto — arrivare al Serrù senza prenotazione e trovare la sbarra è la delusione più evitabile del tuo viaggio.
5. Colle della Maddalena: il valico che resta aperto
Quando i grandi colli sono ancora chiusi dalla neve, il Colle della Maddalena (Col de Larche per i francesi), 1.996 metri in fondo alla Valle Stura di Demonte, è la scelta che quasi sempre regge. La SS 21 lo attraversa con una salita dolce nei boschi fino al confine con la valle dell’Ubaye, e a differenza di Agnello, Finestre e Nivolet resta percorribile praticamente tutto l’anno, salvo chiusure temporanee dopo grandi nevicate o per rischio valanghe.
È il passo giusto per una gita fuori stagione, per allungare verso la Francia, o per chi vuole un colle alpino vero senza la roulette delle date di apertura. La Valle Stura, con i suoi forti e i suoi borghi, vale la percorrenza lenta anche solo per arrivarci.
6. Le Langhe: l’itinerario che cambia completamente registro
Chiudi il capitolo montagna e cambia mondo. Nelle Langhe non ci sono passi né quote: ci sono colline morbide, curve lunghe tra i vigneti e un panorama patrimonio UNESCO. È un itinerario moto rilassato, buono per qualsiasi moto e per qualsiasi livello, dove la media oraria bassa non è un limite ma il senso stesso del giro.
Il cuore è il triangolo tra Alba, Barolo, La Morra e Monforte d’Alba: strade provinciali che si infilano tra i filari, saliscendi continui e paesi in cima alle colline. Fermati al belvedere di La Morra, da cui nelle giornate limpide vedi le Langhe stendersi fino all’arco alpino, e prosegui verso Castiglione Falletto e Dogliani senza un vero programma: qui si guida a naso.
Il periodo giusto è la primavera e, soprattutto, l’autunno della vendemmia, quando i vigneti virano al rosso e all’oro. D’estate le colline sono comunque godibili al mattino presto, prima che la pianura scaldi. È l’itinerario da abbinare al cibo e al vino — l’unico posto di questo articolo dove la moto è un mezzo per arrivare, non il fine.
7. Laghi e Mottarone: acqua, boschi e una strada a pedaggio
L’ultimo mondo piemontese è quello dei laghi, a nord-est, tra il Lago Maggiore e il Lago d’Orta. Sono itinerari a bassa quota, percorribili quasi tutto l’anno, fatti di curve tra i boschi e affacci sull’acqua.
Tre cose da non perdere. La Val Cannobina, sulla SS 631 da Cannobio verso Malesco: venticinque chilometri stretti e tecnici che salgono dal lago alla Val Vigezzo, una delle strade da moto più note della zona — bella, ma da guidare con attenzione perché è angusta. Il giro del Lago d’Orta, con la sosta d’obbligo a Orta San Giulio, uno dei borghi più belli d’Italia. E la salita al Mottarone (1.491 metri), il balcone da cui si vedono sette laghi.
Attenzione al Mottarone: la strada che sale alla vetta da Stresa è la Borromea, una strada privata a pedaggio (intorno ai 7 euro per una moto), non una statale gratuita. Si può salire anche dal versante di Orta e Armeno. Metti in conto il pedaggio e non farti sorprendere dalla sbarra.
Il giro del Piemonte in moto: il grande anello dei colli
Se vuoi un vero viaggio e non una gita, il giro dei colli del Cuneese è il pezzo forte del Piemonte in sella. In tre o quattro giorni concateni le valli occitane e i grandi valichi tenendo Cuneo come base.
- Giorno 1 — Cuneo → Val Varaita → Colle dell’Agnello (~120 km). Salita a Chianale e all’Agnello, sconfinamento nel Queyras e ritorno. La giornata di alta quota per eccellenza: tienila libera e parti presto.
- Giorno 2 — Il giro Fauniera (~110 km). Valle Grana, Colle Fauniera, discesa verso la Valle Stura o la Valle Maira. Pochi chilometri ma lentissimi: è la tappa più tecnica.
- Giorno 3 — Valle Stura → Colle della Maddalena → Francia e ritorno (~150 km). La tappa “facile” e sempre aperta, con l’affaccio sull’Ubaye.
- Giorno 4 (opzionale) — Le Langhe (~130 km). Scendi dalla montagna alla collina: Alba, Barolo, La Morra. Il contrasto perfetto per chiudere in bellezza, con un pranzo che ti ricorderai.
È un anello che tiene l’alta quota nei primi giorni e la collina come dessert. Puoi accorciarlo a un weekend concentrandoti sul solo Cuneese, oppure allungarlo verso il Torinese aggiungendo il Nivolet (ricordandoti la prenotazione nei weekend).
Se è il tuo primo viaggio di più giorni, prima di partire vale la pena leggere come pianificare un viaggio in moto di più giorni: tappe, bagaglio, ritmo. E la checklist pre-partenza qui conta più che altrove: tra i valloni del Cuneese un’officina può essere lontana un’ora abbondante.
Quando andare (e quando i colli sono chiusi)
La finestra buona per i grandi valichi: da giugno a fine settembre. Agnello, Fauniera, Finestre e Nivolet aprono tra fine maggio e giugno e richiudono con le prime nevi d’autunno. Le date cambiano ogni anno con il meteo: nel 2026 l’Agnello ha riaperto il 29 maggio, il Nivolet il 19 giugno, la Finestre intorno al 16 giugno. Controlla sempre lo stato strade prima di salire.
Primavera e autunno sono l’ideale per le Langhe e i laghi: colline in fiore o vendemmia, temperature giuste, poco traffico. Il Colle della Maddalena, aperto quasi sempre, ti dà un colle alpino anche a marzo o novembre.
Estate: i passi sono al meglio, ma la pianura e le colline delle Langhe possono scaldare parecchio a mezzogiorno. Se giri d’estate, sfrutta il mattino in collina e le ore centrali in quota, dove si respira. Qualche accortezza sul caldo la trovi nella guida per affrontare le alte temperature in moto.
Inverno: l’alta quota è fuori dai giochi. Restano le Langhe, i laghi e la Maddalena per chi non vuole mettere via la moto.
Cinque insidie piemontesi, dette per bene
- Lo sterrato dove non te lo aspetti. Il lato Susa della Finestre e quasi tutta l’Assietta sono ghiaia, non asfalto. Con una moto stradale, quei tratti si evitano: leggi bene prima di infilarti in un tornante da cui non è comodo tornare indietro.
- I colli stagionali. Agnello, Nivolet, Finestre e Fauniera sono chiusi per mesi. Un itinerario trovato online a gennaio può essere impraticabile fino a giugno: verifica sempre le date d’apertura sull’anno in corso.
- Il numero chiuso del Nivolet. Nei weekend estivi servono prenotazione online e fortuna: 350 veicoli al giorno, moto comprese. Non è un dettaglio, è la differenza tra salire o restare alla sbarra.
- Il fondo stradale di montagna. Sul Fauniera e su molte provinciali delle valli occitane l’asfalto è rattoppato, con buche e ghiaino nei tornanti in ombra. Gomme controllate e pressione giusta non sono un vezzo: la guida ai pneumatici moto vale la lettura prima di partire.
- I temporali di quota. In alta montagna il tempo gira in fretta e l’asfalto bagnato tra i tornanti diventa insidioso. Rallentare basta, ma bisogna saperlo gestire: le tecniche per guidare sotto la pioggia tornano utili anche in agosto.
Traccia il viaggio (senza mandare i tuoi dati in giro)
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Domande frequenti
Qual è il periodo migliore per andare in moto in Piemonte?
Dipende da cosa cerchi. Per i grandi colli (Agnello, Nivolet, Fauniera, Finestre) la finestra è da giugno a fine settembre, quando sono aperti e liberi dalla neve. Per le Langhe e i laghi l’ideale è la primavera e l’autunno della vendemmia. Il Colle della Maddalena, aperto quasi tutto l’anno, permette un colle alpino anche fuori stagione.
Qual è il passo più alto del Piemonte percorribile in moto?
Il Colle dell’Agnello, 2.744 metri, in Val Varaita: è uno dei valichi asfaltati più alti delle Alpi e il più alto tra Italia e Francia. Il Colle del Nivolet arriva a 2.612 metri ma è una strada a fondo cieco, si sale e si torna indietro.
Il Colle delle Finestre si fa con una moto stradale?
Solo in parte. Il versante di Susa ha gli ultimi otto chilometri sterrati (ghiaia), adatti a enduro e maxi-enduro, non a una moto puramente stradale. Il versante della Val Chisone, verso Fenestrelle, è invece asfaltato: con una stradale conviene salire e scendere da lì.
Serve la prenotazione per salire al Colle del Nivolet?
Nei weekend estivi sì. Il progetto “A piedi tra le nuvole” limita gli ultimi sei chilometri a 350 veicoli al giorno, moto comprese, con registrazione online obbligatoria (nel 2026 dal weekend del 26-27 luglio). Nei giorni feriali e fuori dal periodo di contingentamento si sale liberamente.
Quanti giorni servono per un giro dei colli del Piemonte?
Tre o quattro giorni bastano per concatenare i grandi valichi del Cuneese (Agnello, Fauniera, Maddalena) con base a Cuneo, aggiungendo eventualmente una tappa nelle Langhe. In un weekend si fa la versione corta concentrandosi sulle sole valli occitane.
Ci sono raduni ed eventi moto in Piemonte?
Sì, e sono un buon modo per abbinare un viaggio a un raduno. Trovi gli eventi moto in Piemonte sul portale eventi di RideLog, aggiornato con motoraduni, fiere e appuntamenti regione per regione.
Prima di partire
Il Piemonte premia chi lo prende sul serio. Non è una regione da “vado su e vedo”: è un territorio che cambia faccia ogni ora di strada e che, se lo programmi male, ti chiude in faccia i colli più belli — per la neve, per una sbarra o per otto chilometri di ghiaia che non ti aspettavi.
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