Quanto costa immatricolare una moto: i costi veri, voce per voce
Viaggiare in moto Pubblicato il 28 Luglio 2026 di Dimitri

Quanto costa immatricolare una moto: i costi veri, voce per voce

Quanto costa immatricolare una moto è una domanda che di solito arriva tardi: quando il concessionario ti mette davanti un preventivo con la voce «messa su strada» e un numero a tre cifre accanto. Nessuno ti spiega cosa ci sia dentro quel numero, e in rete trovi cifre che ballano fra i trecento e i quattrocento euro senza che nessuno faccia la somma.

La somma si può fare, perché le voci sono pubbliche. Stanno in due tariffari del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, riga per riga, e per il motoveicolo c’è un codice dedicato. Il totale è più basso di quello che gira, e soprattutto è identico in tutta Italia — cosa che per l’automobile non vale, e il motivo è una riga di legge del 1997 che quasi nessuna guida cita.

Sotto trovi le quattro voci ufficiali e il totale, perché la provincia non c’entra, le due eccezioni in cui invece qualcosa si paga, cosa cambia se la moto arriva dall’estero, e i due orologi che partono nel momento esatto in cui la targa viene emessa.

Immatricolare non è intestare: sono due pratiche diverse

Vale la pena mettere subito il confine, perché i costi che girano in rete sono spesso quelli sbagliati semplicemente perché riferiti all’altra pratica.

Immatricolare significa far nascere il veicolo per lo Stato: la Motorizzazione gli assegna una targa e lo iscrive al Pubblico Registro Automobilistico. Succede una volta sola, quando la moto è nuova di fabbrica o quando arriva dall’estero e in Italia non è mai esistita.

Intestare — il passaggio di proprietà — significa cambiare il nome del proprietario su un veicolo che una targa ce l’ha già. Il tariffario ufficiale lo dice con una nota secca sulla riga corrispondente: «nel passaggio di proprietà il motoveicolo non cambia targa».

Sono due righe diverse dello stesso tariffario, con importi diversi. Se stai comprando una moto usata da un privato la pratica che ti serve è la seconda, e i costi, i documenti e le insidie li ho raccontati in dettaglio nella guida al passaggio di proprietà della moto. Qui si parla della prima.

Quanto costa immatricolare una moto: le quattro voci ufficiali

Il documento da cui partire è il *Tariffario nazionale in euro delle operazioni di motorizzazione* pubblicato sul Portale dell’Automobilista. Ha una riga dedicata al motoveicolo, codice N053, che copre sia la moto nuova comprata in Italia sia quella proveniente da un altro paese dell’Unione Europea.

A questa si aggiunge la voce del PRA, che compare nel *Tariffario pratiche Documento Unico*, dove l’immatricolazione ha il codice 1501.

VoceA chi vaImporto
Diritti DT (c/c 9001)Motorizzazione10,20 €
Imposte di bollo (c/c 4028)Erario — 32,00 € istanza + 32,00 € documenti64,00 €
Emolumenti ACI (pagoPA)PRA27,00 €
Targa motoveicoloMotorizzazione22,26 €
Imposta provinciale di trascrizioneProvincia0,00 €
Totale123,46 €

Centoventitré euro e quarantasei centesimi. Non è una stima e non è una media raccolta da altri siti: è la somma aritmetica di quattro voci scritte in due documenti ufficiali.

Un’unica variazione geografica esiste, ed è minuscola: nella provincia di Aosta la targa del motoveicolo costa 24,19 € invece di 22,26 €, per un totale di 125,39 €. Il tariffario aggiunge poi una nota per Sicilia, Friuli Venezia Giulia, Trento e Bolzano, dove conviene chiedere conferma all’ufficio della Motorizzazione di riferimento.

Una precisazione sui bolli, perché è l’errore più diffuso: 64,00 € è la cifra dell’immatricolazione. I 48,00 € che si leggono spesso (32,00 + 16,00) sono la riga del trasferimento di proprietà, un’altra operazione. Sull’immatricolazione i due tariffari del Ministero concordano: bollo sull’istanza 32,00 € e bollo sui documenti 32,00 €.

Perché in Italia costa uguale ovunque: sui motocicli l’IPT non si paga

Nella tabella qui sopra c’è uno zero che merita una spiegazione, perché è la ragione per cui immatricolare una moto a Bolzano costa come immatricolarla a Ragusa.

L’imposta provinciale di trascrizione è il tributo che si paga alla provincia per le formalità al PRA. È l’unica voce variabile del conto: la tariffa base la fissa un decreto ministeriale, le province possono aumentarla fino a un tetto, e per questo per un’auto il costo cambia da un capoluogo all’altro.

Sui motocicli quella voce non esiste. Il decreto che regola l’imposta — il D.M. 27 novembre 1998, n. 435 — lo scrive nelle premesse, richiamando la legge che lo ha originato:

«Visto l’articolo 17, comma 39, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, che dispone che l’imposta erariale di trascrizione non è dovuta per i motocicli di qualsiasi tipo»

Il punto che vale la pena notare è nell’articolo 1 dello stesso decreto, che stabilisce a quali atti si applica la tariffa: «le formalità di iscrizione, trascrizione ed annotazione dei veicoli richieste al pubblico registro automobilistico». La parola *iscrizione* è la prima dell’elenco, ed è esattamente quello che si fa quando una moto viene immatricolata per la prima volta. L’esenzione dei motocicli quindi non riguarda solo i passaggi di proprietà: copre anche la nascita del veicolo.

Conferma finale: nella tabella allegata al decreto, quella con gli importi per tipo e potenza, non esiste nessuna riga per i motocicli. Le auto fino a 53 kW ci sono, a 150,81 €; oltre i 53 kW si paga 3,51 € per ogni kW. Le moto no, perché non c’è niente da tabellare.

Ecco perché la cifra che gira più spesso — «l’IPT sulla moto parte da 150,81 euro» — è sbagliata due volte: quei 150,81 € sono la tariffa base dell’automobile fino a 53 kW, e sulla moto non si applicano affatto.

Le due eccezioni: il sidecar e la moto ultratrentennale

L’esenzione è ampia, ma non è assoluta. Ci sono due casi in cui l’IPT torna, e vale la pena conoscerli perché sono controintuitivi.

Il primo è la motocarrozzetta, cioè la moto con sidecar. Nella tabella allegata al D.M. 435/1998 c’è una riga esplicita: «motocarrozzette e trattrici agricoli», importo 150,81 €. Lo stesso di un’automobile fino a 53 kW. Ai fini dell’imposta il sidecar non è un motociclo ma una categoria a sé, e chi immatricola un equipaggio con carrozzino se ne accorge sul preventivo.

Il secondo è la moto ultratrentennale. L’ACI, nella pagina sui costi delle formalità al PRA, lo scrive senza giri di parole: «sono esclusi dall’esenzione i motocicli che abbiano superato il trentesimo anno dalla loro costruzione (art. 63 della legge n. 342 del 2000), purché non adibiti ad uso professionale». È il paradosso già raccontato altrove sul blog: il veicolo storico gode di sconti sul bollo e ne perde uno sulle formalità. Se stai lavorando su una moto d’annata, la parte sui registri, sul bollo e sull’assicurazione la trovi nella guida alla moto storica.

Cosa c’è nel conto del concessionario oltre ai 123,46 euro

Se i costi di legge sono centoventitré euro e il preventivo ne dice trecento, la differenza non è un’imposta nascosta: è il compenso di chi fa la pratica al posto tuo.

L’ACI descrive la catena senza ambiguità: «il concessionario incarica uno studio di consulenza automobilistica (agenzia di pratiche auto)» per immatricolare il veicolo alla Motorizzazione e iscriverlo al PRA. Quello studio è un’impresa privata e il suo onorario è un prezzo di mercato libero, non una tariffa amministrata. Non esiste un tariffario ufficiale delle agenzie, e chiunque te ne citi uno se lo sta inventando.

La conseguenza pratica è semplice: la voce «messa su strada» del preventivo si può leggere. Sottrai 123,46 € e quello che resta è il servizio. Se il concessionario ci ha infilato anche la prima assicurazione, il pieno, l’antifurto o gli accessori montati, chiedi che siano righe separate — perché quelle sì che sono negoziabili, e non hanno niente a che fare con la Motorizzazione.

Tenere separati i costi burocratici da quelli d’esercizio è, tra l’altro, il modo giusto di ragionare sulla moto per tutta la sua vita: ne ho scritto pensando alle spese ricorrenti della moto, che sono la parte che davvero pesa nel tempo.

Chi presenta la pratica e quali documenti servono

Per una moto nuova comprata in concessionaria non devi fare nulla: la pratica passa dallo Sportello Telematico dell’Automobilista (STA), il canale con cui si fanno insieme, in un colpo solo, l’immatricolazione alla Motorizzazione e l’iscrizione al PRA.

I documenti che l’ACI indica per l’immatricolazione di un veicolo nuovo sono pochi:

  • fotocopia del codice fiscale dell’acquirente (o degli acquirenti, se sono più di uno);
  • documento d’identità valido;
  • istanza unificata sottoscritta dall’acquirente;
  • dichiarazione di conformità o certificato di conformità europeo del veicolo;
  • per i cittadini extracomunitari, copia del permesso di soggiorno in corso di validità.

Il certificato di conformità è il pezzo che conta: è il documento con cui il costruttore attesta che quell’esemplare corrisponde a un tipo omologato. Senza quello la moto non si immatricola, e non è un foglio che puoi procurarti tu.

Alla fine della pratica esce un unico documento: il Documento Unico di Circolazione e di Proprietà (DU). Dal 1° ottobre 2021 carta di circolazione e certificato di proprietà non vengono più emessi separatamente, quindi la frase «bisogna aggiornare il libretto» è un residuo del passato: il libretto come oggetto autonomo non c’è più.

Moto comprata all’estero: la nazionalizzazione

Se la moto arriva da un altro paese, la pratica si chiama nazionalizzazione e ha una sua sequenza obbligata. L’ACI la descrive così: le richieste «devono essere effettuate prima all’ufficio provinciale dell’UMC e poi al PRA, entro sessanta giorni dalla data di emissione del documento propedeutico al rilascio del Documento Unico».

Sessanta giorni, e l’ordine non è invertibile: prima la Motorizzazione, poi il PRA. Il Documento Unico viene poi rilasciato il giorno lavorativo successivo all’iscrizione al PRA.

Le differenze principali:

  • veicolo di provenienza UE: può passare dallo Sportello Telematico dell’Automobilista, come una moto nuova;
  • veicolo extra-UE: segue la procedura tradizionale UMC-PRA, senza scorciatoia telematica.

Serve il modulo NP-2C, copia della carta di circolazione estera e la documentazione di proprietà del paese d’origine — per un usato tedesco, per esempio, l’originale del *Fahrzeugbrief*.

Sul costo c’è una buona notizia: il tariffario assegna alla nazionalizzazione la stessa riga N053 della moto nuova. Diritti 10,20 €, bolli 64,00 €, targa 22,26 €, emolumenti 27,00 €. Immatricolare una moto arrivata dalla Germania costa allo Stato esattamente quanto immatricolarne una comprata sotto casa. Le spese vere di un acquisto all’estero stanno altrove: trasporto, eventuale IVA e, per l’extra-UE, la dogana.

Se tieni la targa estera: cosa dice l’articolo 93-bis

Capita di pensarci: la moto è immatricolata all’estero, la targa c’è, perché rifare tutto?

Perché il Codice della Strada ha una norma scritta apposta. L’articolo 93-bis stabilisce che chi risiede in Italia da più di sessanta giorni e conduce un veicolo immatricolato all’estero deve avere a bordo un documento, sottoscritto con data certa dall’intestatario, da cui risultino il titolo e la durata della disponibilità del veicolo. Se la disponibilità supera i trenta giorni, anche non continuativi, nell’anno solare, i dati vanno registrati in un apposito elenco del sistema informativo del PRA.

Le sanzioni non sono simboliche: da 250 a 1.000 € più fermo amministrativo fino a sessanta giorni per la documentazione mancante, da 712 a 3.558 € con ritiro del documento di circolazione per la mancata registrazione o per le variazioni non comunicate.

L’unica esclusione riguarda il caso in cui il proprietario risieda all’estero e sia presente a bordo del veicolo. Se la moto è tua e vivi qui, la strada è una sola: nazionalizzarla.

Il cinquantino non si immatricola come una moto

Se il mezzo è un ciclomotore 50 cc, tutto quello che hai letto finora non si applica. Il ciclomotore non è iscritto al PRA, quindi non ha certificato di proprietà, e non ha una carta di circolazione: ha un certificato di circolazione con i dati del proprietario, e una targa personale legata alla persona, non al mezzo, che non può essere ceduta a terzi.

La domanda si presenta allo sportello «Veicoli» della Motorizzazione sul prestampato TT2118. Gli importi pubblicati dalla Motorizzazione Civile del Friuli Venezia Giulia — che li espone con i codici tariffa — sono questi:

SituazioneCodiceVociTotale
Serve anche la targaF099diritti 10,20 € + bolli 32,00 € + targa 13,58 €55,78 €
Sei già titolare di una targa liberaF003diritti 10,20 € + bolli 32,00 €42,20 €

Meno della metà di una moto, e con un pezzo in meno nel conto: non essendoci l’iscrizione al PRA, i 27,00 € di emolumenti ACI non ci sono. È lo stesso binario amministrativo separato su cui il cinquantino resta anche quando cambia proprietario.

La targa prova non serve a portarti a casa la moto

È un equivoco che circola parecchio, quindi vale la pena chiuderlo. La targa prova dell’articolo 98 del Codice della Strada e del DPR 474/2001 permette di far circolare su strada veicoli senza carta di circolazione, ma solo a una platea precisa e solo per finalità precise: prove tecniche, sperimentali o costruttive, dimostrazioni, trasferimenti anche per ragioni di vendita o di allestimento.

Chi può ottenerla: fabbriche costruttrici di veicoli a motore e rimorchi, loro rappresentanti, concessionari, commissionari e agenti di vendita, commercianti autorizzati, aziende che fanno allestimenti. Il privato che ha appena comprato una moto non è in quell’elenco.

La targa ha fondo bianco e una sequenza fatta di due caratteri alfanumerici, la lettera P e altri cinque caratteri; è trasferibile da un veicolo all’altro insieme all’autorizzazione, che deve essere a bordo. Usare un veicolo in circolazione di prova per scopi diversi, o farlo circolare senza che a bordo ci sia il titolare dell’autorizzazione o un suo dipendente delegato, costa da 87 a 344 €; oltre tre violazioni si sale a 173-694 € con confisca del veicolo.

Se la targa viene rubata, persa o si rovina

Questa è la parte che non si legge quasi mai, e che invece prima o poi tocca a qualcuno: quando la targa sparisce, la pratica che si apre è di nuovo un’immatricolazione. Nel tariffario del Documento Unico si chiama rinnovo di immatricolazione e ha quattro codici distinti a seconda del motivo.

MotivoCodiceDiritti DTBolliEmolumenti ACI
Distruzione targa210110,20 €64,00 €27,00 €
Furto targa210210,20 €64,00 €27,00 €
Smarrimento targa210410,20 €64,00 €27,00 €
Deterioramento targa210510,20 €64,00 €27,00 €

Stessi importi dell’immatricolazione originaria, più la nuova targa. È un buon motivo per trattare il portatarga come un componente e non come un dettaglio estetico, e per tenere presente che una moto ferma male, in strada, è esposta anche a questo: sui sistemi di protezione ho raccolto quello che funziona davvero nella guida su come proteggere la moto dai furti.

Diverso il caso in cui a sparire sia il documento e non la targa: il duplicato del DU per furto o smarrimento costa 10,20 € di diritti e 13,50 € di emolumenti, senza bolli; per deterioramento o distruzione si aggiungono 32,00 € di bolli.

Quando la moto esce di scena

Per simmetria vale la pena chiudere il cerchio, perché sono le due operazioni speculari all’immatricolazione e stanno nello stesso tariffario.

  • Cessazione dalla circolazione per esportazione (codice 5331): 10,20 € di diritti, 32,00 € di bolli, 13,50 € di emolumenti. Viene rilasciato un documento unico non valido per circolare in Italia ma valido per immatricolare il veicolo all’estero.
  • Cessazione dalla circolazione per demolizione (codice 5308): stesse voci. Viene rilasciata una ricevuta di avvenuta cessazione dalla circolazione.

Sono le uniche due strade per fermare gli obblighi legati al veicolo. Finché la moto risulta circolante, il bollo continua a maturare anche se il mezzo è in garage sotto un telo.

Cosa rischi se circoli senza immatricolazione

L’articolo 93 del Codice della Strada, al comma 7, punisce chi circola con un veicolo per il quale non è stato rilasciato il documento di circolazione con una sanzione da 430 a 1.731 €. Con due aggravanti che è meglio conoscere:

  • proprietario, usufruttuario, locatario con facoltà d’acquisto e acquirente con patto di riservato dominio sono sottoposti separatamente alla stessa sanzione — quindi il conto può arrivare due volte;
  • la sanzione accessoria è la confisca del veicolo.

Per il veicolo estero c’è il comma 7-bis: da 711 a 2.842 €, cessazione immediata della circolazione, e confisca amministrativa se entro centottanta giorni il veicolo non viene immatricolato in Italia.

Un’ultima nota utile: questi importi sono quelli fissati dal decreto ministeriale del 31 dicembre 2020. L’adeguamento biennale previsto dal Codice è stato sospeso più volte, quindi le cifre non si muovono — è la stessa ragione per cui, nella guida all’omologazione del casco, le sanzioni citate sono ferme allo stesso decreto. Chi ti presenta «importi aggiornati al 2026» sta arrotondando: a oggi non ne esistono di più recenti.

Il giorno dopo la targa partono due orologi

Ed è la parte che riguarda tutti, anche chi la pratica non l’ha fatta di persona. La data di prima immatricolazione non è un numero da archivio: è il punto zero di due scadenze.

Il primo bollo. Va versato entro il mese di immatricolazione. C’è una deroga: se l’immatricolazione avviene negli ultimi dieci giorni del mese, il pagamento si può fare entro il mese successivo, mantenendo però la decorrenza dal mese originario. In Lombardia e Piemonte la regola è diversa — il primo pagamento va fatto entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione, e i rinnovi seguono poi il mese anniversario dell’immatricolazione. A Trento e Bolzano il pagamento nel mese successivo è ammesso per tutti senza sanzioni. Tutto il resto — importi, sanzioni, esenzioni, dove si paga — è nella guida su scadenza e costo del bollo moto.

La prima revisione. L’articolo 80 del Codice della Strada, al comma 3, la fissa «entro quattro anni dalla data di prima immatricolazione e successivamente ogni due anni». Quattro anni sembrano lontani il giorno in cui ritiri la moto, ed è proprio per questo che è la scadenza che sfugge più spesso: quando arriva, nessuno si ricorda più il mese. I dettagli su come funziona e cosa si rischia sono nella guida su ogni quanto va fatta la revisione della moto.

A queste due si aggiunge il tagliando, che però non dipende dalla burocrazia ma dal costruttore e dai chilometri: gli intervalli reali e come leggerli li ho messi nella guida su ogni quanto va fatto il tagliando.

Perché quella data va scritta da qualche parte

Il giorno dell’immatricolazione la data è ovunque: sul documento, sul preventivo, nella chat con il venditore. Tre anni dopo non è più da nessuna parte, e per ritrovarla tocca cercare il Documento Unico nel cassetto.

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Domande frequenti

Quanto costa immatricolare una moto nuova in Italia?

Le voci di legge sono quattro e sommano 123,46 €: 10,20 € di diritti alla Motorizzazione, 64,00 € di imposte di bollo (32,00 sull’istanza e 32,00 sui documenti), 27,00 € di emolumenti ACI per l’iscrizione al PRA e 22,26 € per la targa del motoveicolo. Nella provincia di Aosta la targa costa 24,19 €, per un totale di 125,39 €. Quello che eccede questa cifra sul preventivo del concessionario è il compenso dell’agenzia che segue la pratica.

Sulla moto si paga l’IPT?

No. L’articolo 17 comma 39 della legge 449/1997, richiamato dal D.M. 435/1998, dispone che l’imposta non è dovuta per i motocicli di qualsiasi tipo, e nella tabella allegata al decreto non esiste alcuna riga per i motocicli. Poiché l’imposta si applica alle formalità di iscrizione, trascrizione e annotazione, l’esenzione copre anche la prima iscrizione al PRA. Fanno eccezione le motocarrozzette, che nella tabella figurano a 150,81 €, e i motocicli che hanno superato i trent’anni dalla costruzione.

Immatricolare la moto costa di più in alcune province?

No, tranne per la targa nella provincia di Aosta (24,19 € invece di 22,26 €). Il costo cambia da provincia a provincia solo dove l’IPT si paga, e sui motocicli non si paga: le altre tre voci sono nazionali. Il tariffario invita comunque a verificare presso gli uffici di riferimento per Sicilia, Friuli Venezia Giulia, Trento e Bolzano.

Quanto costa immatricolare in Italia una moto comprata all’estero?

Lo stesso: il tariffario assegna alla nazionalizzazione la stessa riga della moto nuova, quindi 123,46 €. Cambia la procedura, non il prezzo: prima la Motorizzazione e poi il PRA, entro sessanta giorni dall’emissione del documento propedeutico al rilascio del Documento Unico, con modulo NP-2C e documentazione di proprietà del paese d’origine. I veicoli provenienti da un paese UE possono passare dallo Sportello Telematico dell’Automobilista, quelli extra-UE seguono la procedura tradizionale.

Un ciclomotore 50 cc si immatricola allo stesso modo?

No. Il ciclomotore non è iscritto al PRA: ha un certificato di circolazione e una targa personale, legata al proprietario e non cedibile, e la domanda si presenta sul modulo TT2118. Secondo gli importi pubblicati dalla Motorizzazione del Friuli Venezia Giulia, la pratica con targa nuova costa 55,78 € (codice F099) e 42,20 € se si è già titolari di una targa libera (codice F003).

Cosa si rischia a circolare con una moto non immatricolata?

L’articolo 93 comma 7 del Codice della Strada prevede una sanzione da 430 a 1.731 €, applicabile separatamente al conducente e al proprietario, con la confisca del veicolo come sanzione accessoria. Per un veicolo immatricolato all’estero condotto in violazione delle regole il comma 7-bis sale a 711-2.842 €, con cessazione immediata della circolazione e confisca amministrativa se entro centottanta giorni il veicolo non viene immatricolato in Italia.

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