Passaggio di proprietà moto: quanto costa, documenti e come si fa
Viaggiare in moto Pubblicato il 24 Luglio 2026 di Dimitri

Passaggio di proprietà moto: quanto costa, documenti e come si fa

Hai trovato la moto, avete stretto la mano, il bonifico è partito. Poi arriva la parte che nessuno racconta al bar: il passaggio di proprietà moto, con la sua fila di sigle — PRA, DU, IPT, STA — e una domanda che sembra semplice e invece online riceve dieci risposte diverse. Quanto costa?

La risposta breve è 101,20 € se lo fai da solo, ed è la stessa cifra a Milano come a Palermo. La risposta lunga è più interessante, perché il motivo per cui costa così poco è un dettaglio normativo che metà degli articoli in circolazione ignora: le moto non pagano l’imposta provinciale di trascrizione. Su un’auto è la voce più pesante e cambia da provincia a provincia; su un motociclo vale zero. Sotto trovi le cifre voce per voce, i documenti che servono davvero, cosa cambia se il mezzo è uno scooter 50, cosa rischi se lasci passare i sessanta giorni, e chi paga il bollo l’anno in cui la moto cambia mani.

Le tre cose che succedono (e che paghi)

Il passaggio di proprietà non è un atto unico: sono tre operazioni distinte, che spesso avvengono nello stesso quarto d’ora allo stesso sportello ma restano cose diverse.

  1. L’autentica della firma del venditore sull’atto di vendita. Un pubblico ufficiale certifica che quella firma è di chi dice di essere. Serve solo la firma di chi vende: chi compra non deve nemmeno essere presente.
  2. La trascrizione al PRA, il Pubblico Registro Automobilistico. È l’atto che sposta ufficialmente la proprietà. A presentarla è l’acquirente.
  3. Il rilascio del Documento Unico, il documento aggiornato che il nuovo proprietario si porta a casa.

Su quest’ultimo punto conviene chiarire subito una confusione, perché è all’origine di gran parte degli equivoci.

Carta di circolazione e certificato di proprietà non esistono più

Il Documento Unico di circolazione e di proprietà (DU) nasce con il D.Lgs. 98/2017 ed è a regime dal 1° ottobre 2021. Da quella data ha sostituito i due documenti che i motociclisti più stagionati conoscono a memoria: la carta di circolazione e il certificato di proprietà. Non se ne rilasciano più.

Se la moto è stata immatricolata prima di quella data e ha ancora i vecchi documenti, va benissimo: restano validi finché non fai un’operazione al PRA. E il passaggio di proprietà è esattamente una di quelle operazioni — quindi il DU arriva come esito automatico, non è un adempimento in più da ricordare.

Attenzione: il DU riguarda i veicoli iscritti al PRA come beni mobili registrati, cioè moto e scooter oltre 50 cc. I ciclomotori sono fuori da questo mondo, e più avanti c’è una sezione dedicata perché per loro cambia tutto.

La sorpresa: sulle moto l’IPT non si paga

Questa è la parte che quasi nessuno scrive correttamente, e conviene spiegarla bene perché è il motivo per cui il passaggio di una moto costa molto meno di quello di un’auto.

L’IPT (Imposta Provinciale di Trascrizione) è la voce che rende il passaggio di un’auto caro e variabile: si calcola sui kW, la incassa la provincia di residenza di chi compra, e ogni provincia può maggiorarla fino al 30%. Trovi decine di calcolatori online che applicano quella tabella anche alle moto, con risultati di parecchie decine di euro più alti. Sono sbagliati.

Il testo dell’ACI è netto: *«Per le richieste riguardanti i motocicli non è dovuta l’IPT (art. 17, comma 39, L. 449/97) ad eccezione delle richieste riguardanti i motocicli d’epoca»*. La stessa cosa, detta altrove dall’ACI in modo ancora più diretto: *«non è dovuta l’imposta sugli atti relativi a motocicli di qualunque tipo»*.

Di qualunque tipo: un 125 da città e una maxienduro da 160 cavalli pagano la stessa IPT, cioè zero. Non è uno sconto né un minimo forfettario: è un’esenzione piena, e vale dal 1997.

Da qui discende una conseguenza controintuitiva: il passaggio di proprietà di una moto costa uguale in tutta Italia. Le cinque voci che paghi sono tutte tariffe nazionali, e l’unica voce provinciale è azzerata. Le differenze che restano sono minime — eventuali diritti di segreteria del Comune per l’autentica, e il prezzo libero dell’agenzia se ti affidi a una.

Quanto costa il passaggio di proprietà di una moto nel 2026

Ecco le voci, una per una, con gli importi delle tariffe in vigore.

VoceImportoA cosa serve
Emolumenti ACI/PRA27,00 €Diritto per la trascrizione del trasferimento
Imposta di bollo sull’istanza32,00 €Bollo sulla richiesta di trascrizione al PRA
Imposta di bollo per il Documento Unico16,00 €Bollo per il rilascio del DU
Imposta di bollo per l’autentica16,00 €Marca sull’atto di vendita
Diritti Motorizzazione (DT)10,20 €Aggiornamento dell’archivio nazionale veicoli
IPT0,00 €Non dovuta sui motocicli
Totale fai-da-te101,20 €

Poco più di cento euro, ovunque. È il minimo: sotto quella cifra non si scende, perché sono tutti tributi e diritti fissi.

Se ti affidi a un’agenzia

Le agenzie di pratiche auto sono imprese private a prezzo libero: non esiste un tariffario ufficiale, e chi ti dà una cifra al centesimo sta riportando il listino di qualcuno. Sul mercato il servizio per una moto vale intorno agli 80 €, e il totale tipico riportato dalle fonti di settore sta fra i 150 e i 220 €.

Vale la pena? Dipende da quanto ti costa il tempo. L’agenzia è uno Sportello Telematico dell’Automobilista: fa autentica e trascrizione in un’unica passata, lavorate allo sportello, e ti evita la doppia trasferta Comune-PRA. Se invece hai mezza mattina libera e un ufficio ACI raggiungibile, i cinquanta-centoventi euro di differenza sono i tuoi.

Il paradosso della moto ultratrentennale

Se la moto ha più di trent’anni dalla costruzione, l’IPT torna in gioco: 25,82 € fissi, previsti come agevolazione per i veicoli storici dall’art. 63 della L. 342/2000. Il totale sale a 127,02 €.

Rileggi la frase: su un veicolo che sarebbe già esente, l'”agevolazione” si traduce in un aggravio. Una Ducati del 2020 paga zero, la stessa Ducati se fosse del 1990 paga 25,82 €. È un cortocircuito normativo reale, non un errore di calcolo — nasce dall’incastro fra l’esenzione generale sui motocicli e la tariffa fissa pensata per le auto storiche. Va chiesta espressamente sulla nota di presentazione al PRA, citando gli estremi di legge. Fa eccezione la Provincia autonoma di Bolzano, che esenta tutti i motocicli senza distinzione di età.

Per le moto fra i 20 e i 29 anni la situazione è più confusa: dal 2015 hanno perso l’agevolazione riservata ai veicoli storici, e come si combini questo con l’esenzione ordinaria dei motocicli è un punto che conviene farsi confermare allo sportello prima di presentare la pratica. Se hai una moto di quell’età, il mondo delle moto d’epoca ha regole sue anche su registri e certificazioni.

Scooter 50: è un’altra procedura, e costa meno

È qui che sbaglia chiunque copi l’articolo del vicino. Se il mezzo è un ciclomotore — fino a 50 cc, velocità massima 45 km/h, patente AM — il passaggio di proprietà non passa dal PRA. Testuale dall’ACI: i ciclomotori *«non sono registrati nella banca dati Pra ma solo negli archivi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti»*.

Cambia tutto:

  • Niente trascrizione, niente Documento Unico. Si opera solo alla Motorizzazione Civile, con il modulo TT2118.
  • Tecnicamente sono due operazioni: chi vende chiede la sospensione dalla circolazione e riceve il certificato di sospensione; chi compra ottiene un nuovo certificato di circolazione.
  • La targa resta al venditore. È una targa personale, non si cede col mezzo: chi vende può riutilizzarla su un altro proprio ciclomotore, chi compra ne richiede una nuova (o usa la sua, se già ne ha una).
  • I costi sono più bassi: secondo il tariffario del Ministero, 55,78 € se serve una targa nuova (10,20 + 32,00 + circa 13,58 €) e 42,20 € se la targa ce l’hai già. Il pagamento passa da PagoPA sul Portale dell’Automobilista. Gli importi delle targhe sono stati ritoccati più volte: verifica la cifra aggiornata al momento della prenotazione.
  • Certificato e targa vengono rilasciati allo sportello.

Quindi no: quei “circa 100 € al PRA” che leggi su parecchi portali per lo scooterino sono sbagliati due volte, nell’importo e nell’ufficio.

I documenti che servono davvero

Per una moto oltre i 50 cc, questo è l’elenco ufficiale.

Chi compra porta:

  • il numero di targa del veicolo;
  • l’istanza unificata (modello TT2119), che allo sportello ti compilano;
  • documento d’identità valido e tessera sanitaria (quest’ultima non serve se hai una CIE valida);
  • l’atto di vendita con la firma del venditore già autenticata;
  • se sei cittadino extracomunitario, il permesso di soggiorno valido o documentazione equivalente.

Del veicolo serve: il Documento Unico, se già rilasciato; altrimenti carta di circolazione e certificato di proprietà (cartaceo o digitale) per le moto immatricolate prima dell’ottobre 2021.

Chi vende porta: solo il documento d’identità valido, e mette la firma davanti al pubblico ufficiale.

Se ci va qualcun altro al posto tuo, serve una delega firmata con fotocopia fronte-retro del documento d’identità e del codice fiscale in corso di validità di chi delega, più il documento originale di chi si presenta. Per le società si aggiunge l’autocertificazione di iscrizione al Registro delle Imprese firmata dal legale rappresentante.

Dove si fa (e cosa non puoi chiudere online)

Non tutti gli sportelli fanno tutto. Questa è la mappa:

DoveAutentica la firmaFa la trascrizione al PRA
ComuneNo
NotaioNo
Ufficio PRA / delegazione ACI
Motorizzazione Civile
Agenzia di pratiche auto

Che l’autentica si possa fare in Comune senza passare dal notaio è merito del decreto Bersani del 2006 (art. 7, D.L. 223/2006). In Comune l’attività di autenticazione in sé è gratuita — resta dovuta la marca da bollo da 16 €, più eventuali diritti di segreteria che qualche Comune applica.

Una regola operativa che è facile ignorare: se autentichi la firma allo sportello telematico del PRA, sei tenuto a chiedere subito dopo il rilascio del Documento Unico. Non puoi spezzare l’operazione e tornare tra un mese.

Per gli sportelli PRA la prenotazione si fa dal servizio “Sportello Online” dell’ACI. Un dettaglio che fa perdere un pomeriggio a chi non lo sa: allo sportello si paga solo con moneta elettronica, e le carte di credito non sono ammesse.

E online? Il passaggio non si chiude interamente da casa, perché chi vende deve presentarsi di persona davanti a un pubblico ufficiale per l’autentica della firma: è un atto che richiede la presenza fisica. Con SPID o CIE puoi però fare parecchio: accedere al Portale dell’Automobilista, generare e pagare gli importi con PagoPA, scaricare i moduli, prenotare l’appuntamento.

Sessanta giorni, ma da quando

Il termine è 60 giorni e lo fissa l’art. 94 del Codice della Strada. Il punto che sfugge quasi sempre: non decorrono dalla data della vendita, ma dal giorno in cui la firma è stata autenticata.

È una differenza che conta. Se firmate l’atto a marzo e passate dal Comune a maggio, l’orologio parte a maggio. E se invece autenticate subito e poi la pratica resta in un cassetto, l’orologio è già partito.

Sforare non rende impossibile la pratica: si può presentare comunque, con l’imposta dovuta più la sanzione fiscale e gli interessi legali, e con la possibilità del ravvedimento operoso se ti muovi spontaneamente prima dell’accertamento. Va detto però che quel meccanismo sanzionatorio è costruito come percentuale dell’IPT, cioè di un’imposta che sulle moto non c’è: come venga applicato nel concreto a un motociclo è una cosa da farsi dire allo sportello, non da dedurre.

Quanto al nuovo documento, l’ACI dice che la pratica viene lavorata in tempo reale allo sportello, ma non pubblica un termine in giorni per l’arrivo del DU. Diffida di chi ti dà una cifra precisa: nel frattempo si circola con la ricevuta rilasciata al posto del documento.

Cosa rischia chi non lo fa

Le sanzioni sono due, e vanno tenute separate perché colpiscono situazioni diverse.

Non hai proprio trascritto il passaggio. Art. 94, comma 3: sanzione amministrativa da 727 a 3.629 €, a carico dell’acquirente inadempiente. Gli importi sono quelli vigenti anche nel 2026: l’aggiornamento biennale delle sanzioni del Codice della Strada è stato sospeso, il prossimo scatterà dal 1° gennaio 2027.

Circoli con la moto non aggiornata. Art. 94, comma 4: da 363 a 1.813 €, più il ritiro immediato del documento di circolazione da parte di chi accerta la violazione. Il documento torna solo dopo la regolarizzazione — e a subirlo è chi è alla guida, quindi tipicamente proprio chi ha comprato.

Una precisazione, perché il malinteso è diffuso: l’art. 93 del Codice della Strada, quello con la confisca del mezzo, riguarda i veicoli mai muniti di documento di circolazione. Una moto regolarmente immatricolata il cui passaggio non è stato trascritto non ricade lì. Nessuno ti confisca la moto perché la voltura è in ritardo.

Il rischio di chi vende, che è quello vero

Finché la trascrizione non c’è, al PRA il proprietario sei ancora tu. E l’ACI è esplicito: il venditore *«può essere chiamato a rispondere delle conseguenze derivanti dal suo presunto possesso»* — bollo non pagato, contravvenzioni, danni.

Se hai venduto e l’acquirente non si muove, hai una strada concreta: richiedere tu stesso la trascrizione al PRA, a tue spese (27 € di emolumenti più i bolli; questa operazione non fa emettere il DU), eventualmente rivolgendoti al giudice.

Quello che non puoi fare è la scorciatoia che tutti suggeriscono. L’annotazione di perdita di possesso è ammessa solo in casi tassativi — furto, consegna a un concessionario poi fallito o irreperibile, vendita a persona di cui non conosci i dati anagrafici, rottamazioni antecedenti al 30 giugno 1998. “Ho venduto a un tizio che conosco e non ha fatto il passaggio” non rientra. Non esiste una generica comunicazione di vendita che ti liberi.

Morale pratica: la copia dell’atto di vendita con la firma autenticata e la data va conservata. È la prova di quando il mezzo ha smesso di essere tuo.

Bollo e assicurazione dopo il passaggio

Sono le due scadenze che si spostano insieme alla proprietà, e anche quelle su cui si leggono più imprecisioni.

Il bollo

Paga chi risulta proprietario al PRA l’ultimo giorno utile per il versamento — non alla scadenza teorica, ma alla fine del mese di tolleranza. Tradotto: se il bollo scadeva prima del passaggio, tocca a chi ha venduto; se scade dopo, tocca a chi ha comprato, che pagherà alla prima scadenza successiva.

Il bollo non segue il veicolo: è un’obbligazione personale di chi è intestatario in quel momento, come hanno chiarito la Corte Costituzionale e la Cassazione. Quindi chi compra non risponde degli arretrati di chi ha venduto.

C’è però un rischio pratico che non coincide con il debito: se per quei vecchi bolli non pagati viene iscritto un fermo amministrativo, il fermo colpisce il mezzo, non la persona. Ti ritroveresti con una moto che non puoi far circolare pur non dovendo nulla. È il motivo per cui la visura prima dell’acquisto vale i sei euro che costa. Se il funzionamento del bollo sulle moto ti è poco chiaro — si calcola sui kW e sulla classe Euro, non sui centimetri cubici — qui l’ho spiegato per intero.

L’assicurazione

La RC non si trasferisce da sola. Alla vendita, chi ha venduto sceglie fra tre strade previste dall’art. 171 del Codice delle Assicurazioni Private:

  1. risolvere il contratto e farsi rimborsare il rateo di premio non goduto;
  2. cedere il contratto all’acquirente;
  3. spostare la garanzia su un altro veicolo di sua proprietà, con eventuale conguaglio.

La scelta è irrevocabile e va comunicata contestualmente alla compagnia e all’acquirente. Nei casi 2 e 3 la copertura sul veicolo nuovo parte dal rilascio del nuovo certificato, non dalla data della vendita.

Il punto duro: chi compra non può circolare con la polizza di chi ha venduto. Non esiste alcun periodo di tolleranza legale — i “sette giorni” che si leggono su vari comparatori non stanno in nessuna norma. Prima di muovere la moto serve una copertura intestata correttamente. Se stai cercando di capire quanto ti costerà, sui premi moto ci sono margini di manovra stagionali che vale la pena conoscere.

Chi vende non perde la propria classe di merito: l’attestato di rischio resta utilizzabile per cinque anni dalla vendita per assicurare un altro veicolo di sua proprietà.

La RC familiare (che non c’entra col passaggio)

Merita un capoverso a parte perché è l’equivoco più diffuso in assoluto. La Legge Bersani riguarda solo la classe di merito assicurativa: non produce nessuno sconto su IPT, emolumenti o bolli del passaggio. Un passaggio tra padre e figlio costa esattamente 101,20 € come un passaggio tra estranei — del resto, a IPT zero, non ci sarebbe niente da scontare.

Quello che invece funziona davvero, e conviene sapere se la moto arriva da un familiare: dal 16 febbraio 2020 il beneficio si applica anche fra veicoli di categoria diversa, quindi puoi ereditare la classe di merito dall’auto di casa per assicurare la moto. Non viene dalla Bersani del 2007 — che il cross-categoria non lo permetteva — ma da una norma successiva confluita nell’art. 134, comma 4-bis del Codice delle Assicurazioni. Servono stesso nucleo familiare con stabile convivenza e assenza di sinistri con responsabilità negli ultimi cinque anni. E su questo insisto: l’IVASS ha dichiarato di ricevere numerose segnalazioni di compagnie che non lo applicano.

Prima di firmare: cosa controllo io su una moto usata

Il passaggio è burocrazia, e la burocrazia certifica la proprietà, non lo stato del mezzo. Le due verifiche vanno fatte entrambe.

Sulla carta, la visura PRA costa 6,00 € e ti dice chi è davvero l’intestatario e se sul veicolo pesano gravami — ipoteche, fermi, sequestri. Sei euro contro il rischio di comprare una moto che non puoi far circolare né radiare: è l’investimento più conveniente dell’intera operazione. Occhio ai due casi che fanno più danno: il fermo amministrativo segue il veicolo e blocca radiazione, demolizione ed esportazione; l’ipoteca resta attaccata al bene finché il creditore non rilascia l’assenso alla cancellazione. Se la moto è stata radiata, non si può volturare: va prima reimmatricolata.

Sulla moto, chiedi lo storico. Un venditore che sa quando ha fatto l’ultimo tagliando, con quanti chilometri, e che gomme monta da quando, ti sta dicendo molto più di qualsiasi annuncio. Sapere ogni quanto va fatto il tagliando serve a capire se i conti tornano; quando scade la revisione serve a capire cosa erediti — una appena fatta è un piccolo valore aggiunto, una scaduta è una spesa.

Poi vengono le verifiche fisiche, che restano quelle di sempre: la data di produzione delle gomme e lo stato del battistrada e le operazioni base che puoi controllare da solo prima di metterci mano. Se è la tua prima moto, la guida su come sceglierla affronta il nodo nuovo-usato con più calma.

Qui c’è anche il motivo per cui ho costruito RideLog come l’ho costruita. Chi tiene traccia di viaggi, rifornimenti e manutenzione in un’app si ritrova, il giorno che vende, con un registro esportabile in PDF invece che con una scatola di scontrini: è la differenza fra dire “ti giuro che l’ho trattata bene” e poterlo dimostrare. E dall’altra parte, il giorno che compri, quel registro è esattamente ciò che dovresti chiedere.

Scarica RideLog gratis: tieni lo storico della moto sul telefono — e i dati restano lì, senza server di mezzo.

Casi particolari che capitano davvero

Compri da un concessionario. Il rivenditore che ritira un usato fa una minivoltura: si intesta il mezzo per la sola rivendita, con emolumenti ridotti a 13,50 € e un certificato che dichiara il veicolo non valido per la circolazione ordinaria. Per chi compra dopo non cambia nulla di sostanziale: fa un passaggio normale. Sulle moto la cosa è anche fiscalmente neutra, visto che l’IPT è zero in entrambi i passaggi.

La moto arriva da un’eredità. È una pratica dedicata: servono i documenti e i codici fiscali di tutti gli eredi, la dichiarazione sostitutiva dello status di erede, il documento di circolazione, il titolo da trascrivere e — se c’è testamento — copia conforme o estratto notarile. Costi: 27,00 € di emolumenti più 10,20 € di diritti Motorizzazione, con l’IPT che per una moto resta zero. Gli eredi possono cointestarsi il mezzo, intestarlo a uno solo, o venderlo subito a un terzo, con le due pratiche contestuali e due pagamenti distinti.

Passaggio tra parenti. Nessuna riduzione nazionale, come detto sopra. Se invece il mezzo è donato e non venduto, serve un atto notarile o una scrittura privata autenticata con accettazione del beneficiario.

Moto storica iscritta a un registro. Se il motociclo è nel Registro Storico FMI con certificato di rilevanza storica, il cambio di proprietà al PRA non basta: c’è una procedura separata sul portale della Federazione, con tessera valida e un costo a parte. Sono due binari distinti, e chi compra scopre il secondo con mesi di ritardo.

Cinque cose che si leggono in giro e non sono vere

“Sul passaggio della moto paghi l’IPT calcolata sui kW.” Chi ti mostra quel calcolatore ti sta applicando le tariffe delle auto.

“Il passaggio dello scooter 50 si fa al PRA e costa un centinaio di euro.” Doppio errore: ufficio sbagliato e cifra quasi doppia.

“Devi far aggiornare il libretto di circolazione.” Il libretto non esiste più dall’ottobre 2021: i 16 € di bollo sono per il Documento Unico.

“La moto d’epoca ha lo sconto sull’IPT.” Sulle moto è un aggravio, non uno sconto.

“Con la Legge Bersani il passaggio in famiglia costa meno.” La Bersani riguarda la classe di merito assicurativa, non la pratica al PRA.

Dopo il passaggio: le scadenze ripartono da te

Quando la moto diventa tua, con lei diventano tuoi quattro appuntamenti che prima erano di qualcun altro: bollo, revisione, assicurazione, tagliando. Nessuno te li ricorda, e la data del vecchio proprietario non arriva da nessuna parte: te la devi ricostruire tu.

È la parte noiosa del possedere una moto, e anche il motivo per cui in RideLog i promemoria per le scadenze ricorrenti — bollo, assicurazione, tagliando, gomme — ci sono da sempre. Li imposti una volta, il giorno che ritiri il mezzo, e smetti di pensarci. Se le moto in garage sono più di una, ognuna si porta dietro le sue date, senza mescolarle.

Se ti interessa capire come tenere sotto controllo la spesa complessiva della moto, qui c’è il ragionamento sui costi; se invece stai valutando quale app usare, ho messo a confronto le alternative. E già che parliamo di burocrazia, c’è anche la scadenza della patente, che è l’unica di queste date a non dipendere dalla moto.

Domande frequenti

Quanto costa il passaggio di proprietà di una moto?

101,20 € se lo fai da solo: 27,00 € di emolumenti ACI, 32,00 € di bollo sull’istanza, 16,00 € di bollo per il Documento Unico, 16,00 € di bollo per l’autentica della firma e 10,20 € di diritti Motorizzazione. Nessuna IPT, perché i motocicli ne sono esenti. Con un’agenzia il totale sale indicativamente a 150-220 €, a prezzo libero. Una moto di oltre trent’anni paga 25,82 € di IPT in più.

Chi paga il passaggio di proprietà, chi compra o chi vende?

Per prassi lo paga chi compra, che è anche il soggetto che presenta la pratica di trascrizione al PRA. Nulla vieta di accordarsi diversamente sul prezzo, ma l’onere della richiesta — e la sanzione se non viene fatta — restano dell’acquirente.

Quanto tempo ho per fare il passaggio di proprietà?

Sessanta giorni, che decorrono dall’autentica della firma del venditore e non dalla data della vendita. Chi non trascrive rischia una sanzione da 727 a 3.629 €; chi circola con la moto non aggiornata rischia da 363 a 1.813 € più il ritiro del documento di circolazione.

Il passaggio di proprietà della moto si può fare online?

Non per intero: chi vende deve presentarsi di persona davanti a un pubblico ufficiale per l’autentica della firma. Con SPID o CIE si possono però pagare gli importi tramite PagoPA sul Portale dell’Automobilista, scaricare i moduli e prenotare l’appuntamento allo sportello.

Il passaggio di uno scooter 50 è uguale a quello di una moto?

No. I ciclomotori non sono iscritti al PRA: la pratica si fa solo alla Motorizzazione, non viene rilasciato il Documento Unico e la targa resta al venditore, perché è personale e non si cede col mezzo. Costa 55,78 € con targa nuova o 42,20 € se chi compra ne ha già una.

Chi paga il bollo l’anno in cui vendo la moto?

Chi risulta intestatario al PRA l’ultimo giorno utile per il pagamento. Se la scadenza cade prima del passaggio paga chi vende, se cade dopo paga chi compra. Gli arretrati non pagati dal venditore restano un debito suo: chi compra non ne risponde, ma se su quel debito viene iscritto un fermo amministrativo il blocco colpisce il veicolo.

Il passaggio di proprietà è una delle poche pratiche italiane in cui la moto se la cava meglio dell’auto: cento euro, cifra uguale ovunque, un pomeriggio di tempo. Il grosso del lavoro è sapere dove andare, portare le carte giuste e non lasciar scadere i sessanta giorni. Il resto — le scadenze che da quel giorno diventano tue — è una faccenda di memoria, ed è l’unica parte in cui posso darti una mano davvero.

Scarica RideLog gratis e imposta le date della moto nuova il giorno stesso in cui ritiri le chiavi.

Leggi anche