La prima volta che ho fatto la Chiantigiana in moto era un sabato di agosto. Coda dietro un camper per venti chilometri, asfalto che scottava, e la sensazione di aver sprecato una delle strade più belle d’Italia. Ci sono tornato a metà settembre, un martedì mattina: stessa strada, un altro pianeta.
Cerca «itinerari moto Toscana» e trovi venti liste che si copiano a vicenda: sempre le stesse foto di cipressi, mai una parola su dove c’è coda o dove l’asfalto è rotto. Eppure le strade ci sono, sono tante e sono buone. Quello che fa la differenza è *quando* ci passi e *quale* variante scegli. Sotto trovi sette percorsi che conosco, coi limiti detti onestamente: dove c’è traffico, dove il fondo tradisce, dove ci sono i controlli.
Perché la Toscana funziona in moto
La Toscana ha una cosa rara: cambia carattere ogni cinquanta chilometri. Colline morbide e curve larghe nel Chianti, tornanti veri sull’Appennino, gole strette e ponti in Garfagnana, rettilinei sul mare in Maremma. Puoi costruire un weekend intero senza mai ripetere lo stesso tipo di guida.
Poi c’è la densità di strade secondarie. Le provinciali toscane sono quasi sempre l’alternativa migliore alla statale che gli corre a fianco: meno mezzi pesanti, più curve, e un borgo dove fermarsi ogni mezz’ora. Il prezzo lo paghi ad agosto, quando quelle stesse strade si riempiono di auto a noleggio che rallentano in ogni curva per fotografare i cipressi.
1. La Chiantigiana: la SR222 da Firenze a Siena
Settanta chilometri circa, dalla periferia sud di Firenze fino a Siena, attraverso Greve in Chianti, Panzano e Castellina in Chianti. È l’itinerario-simbolo: curve ampie e ritmiche, filari di vigne, un borgo ogni quindici minuti.
Non è una strada da spingere. È larga abbastanza da illudere, ma è trafficata e piena di incroci ciechi con le stradine dei poderi. Il piacere sta nel ritmo, non nella velocità: se arrivi a Siena con la media di un trasferimento in autostrada, l’hai fatta male.
Come migliorarla: invece di scendere dritto su Siena, taglia sulla SP429 verso Radda in Chianti e poi sulla SP408 per Gaiole. Sono venti chilometri in più, molte più curve e una frazione del traffico.
Quando andare: aprile-maggio o metà settembre-ottobre. In agosto, a meno di partire all’alba, lascia perdere.
2. Crete Senesi e Val d’Orcia: la Lauretana e la Cassia
Da Siena si prende la SP438 Lauretana verso Asciano. È il paesaggio delle crete: colline nude, calanchi, una strada che sale e scende come un’onda lunga. Da Asciano si scende su Monte Oliveto Maggiore (SP451) e Buonconvento, poi si imbocca la Cassia verso sud.
Il pezzo che tutti cercano è la SP146 tra San Quirico d’Orcia, Pienza e Montepulciano. Merita, ma è anche il punto in cui il traffico turistico si concentra. Se vuoi la Val d’Orcia senza la fila, sali su Montalcino dalle provinciali che partono da Torrenieri e resta alto.
Attenzione: qui l’asfalto alterna tratti perfetti a rappezzi lunghi decine di metri, specie dopo l’inverno. Con gomme fredde, nelle curve in ombra, si sente.
Lunghezza: 130-150 km a seconda delle deviazioni. Una giornata piena, se ti fermi come si deve.
3. Futa e Raticosa: l’Appennino dei motociclisti
La SS65 della Futa da Firenze verso Bologna passa il Passo della Futa (903 m) e poi il Passo della Raticosa (968 m). È la strada che qualsiasi motociclista del centro Italia ha fatto almeno una volta, e per un motivo: tornanti puliti, visibilità buona, asfalto tenuto meglio della media.
Va detto tutto, però. La domenica è affollatissima di moto, i controlli della velocità sono frequenti, e le statistiche di incidentalità su quel tratto non sono un’invenzione dei giornali. È una strada che punisce chi la scambia per un circuito, e il modo più stupido di rovinarsi la giornata è inseguire quello davanti.
Variante meno battuta: il Passo del Giogo (882 m) sulla SS503, parallelo alla Futa. Curve più strette, molte meno moto, stesso Appennino.
Sosta obbligata: il cimitero militare germanico della Futa, appena sopra il passo. Silenzio assoluto e una vista che vale la fermata.
4. Garfagnana e Alpi Apuane: il lato ruvido
La SS445 risale il Serchio da Lucca fino a Castelnuovo di Garfagnana. Da lì il gioco si fa serio: si sale verso il Passo delle Radici (1.529 m) oppure si taglia dentro le Apuane, tra Vagli, Careggine e le cave di marmo.
Le strade delle Apuane sono strette, spesso senza guardrail, e la polvere di marmo sull’asfalto bagnato è scivolosa come sapone. Non sono una passeggiata, e non le consiglio con passeggero e bagagli al primo giro.
In cambio ottieni un paesaggio che in Italia non trovi altrove: pareti bianche tagliate a gradoni, gallerie scavate nella roccia, paesi a mille metri dove d’estate ci sono quindici gradi in meno che a Lucca. Metti in conto curve cieche, tornanti che si stringono in uscita e paesi dove il bar chiude presto.
Da abbinare: la discesa sul Passo del Cerreto (1.261 m) verso la Lunigiana, se hai una seconda giornata.
5. Abetone e Val di Lima: tornanti tra i faggi
Da Bagni di Lucca la SS12 sale lungo la Lima fino all’Abetone (1.388 m), al confine con l’Emilia. È un’ora scarsa di tornanti larghi, boschi fitti e aria che si raffredda mentre guadagni quota.
È l’itinerario che scelgo quando in pianura ci sono trentotto gradi e non ho voglia di combattere col caldo. Se ci vai d’estate, tieni presente che il fondo in ombra resta umido a lungo la mattina.
Anello consigliato: Abetone, poi giù su San Marcello Piteglio e rientro da Pistoia sulla Porrettana. Circa 120 km, mezza giornata.
6. Casentino: Consuma, Calla e le Foreste
Il Casentino è la Toscana che quasi nessuno mette negli itinerari, ed è un errore. Si sale da Pontassieve sulla SS70 fino al Passo della Consuma (1.050 m), si scende verso Poppi, e da lì si aprono tre possibilità: il Passo della Calla (1.296 m) verso la Romagna, il Passo dei Mandrioli (1.173 m), oppure la salita a Camaldoli e alla Verna.
Strade a bassissimo traffico, fondo discreto, faggete che a ottobre diventano assurde da guardare. È il posto giusto se cerchi curve e silenzio, invece di curve e altre duecento moto.
Nota pratica: i distributori sono radi. Fai il pieno a Poppi o a Bibbiena, non dare per scontato di trovarne uno dopo il passo.
7. Maremma e Argentario: la Toscana di mare
L’Aurelia in sé è una strada da percorrere in fretta. Il bello comincia quando la lasci: il litorale tra Castiglione della Pescaia e Marina di Grosseto, la deviazione per Punta Ala, il Parco della Maremma da Alberese, e poi l’anello del Monte Argentario tra Porto Santo Stefano e Porto Ercole.
La Panoramica dell’Argentario è spettacolare ma va presa con la testa: carreggiata stretta, muretti a picco sul mare, e alcuni tratti del versante sud-occidentale che non sono asfaltati. Con una moto carica, in due, non è il posto dove improvvisare.
Quando: questo è l’unico dei sette che funziona bene anche in inverno, con giornate limpide e strade vuote. In agosto è l’esatto opposto.
Se il mare ti interessa più delle colline, ho raccolto altrove le destinazioni costiere più belle da raggiungere in moto.
Quando andare davvero
Il periodo migliore per gli itinerari moto in Toscana è da metà aprile a metà giugno e da inizio settembre a fine ottobre. Temperature giuste, luce buona, strade libere.
Luglio e agosto sono la stagione peggiore per la Toscana interna: caldo violento sulle colline, traffico turistico ovunque, asfalto che si ammorbidisce nel primo pomeriggio. Se non hai scelta, parti alle sei e chiudi la giornata all’una. Ho scritto una guida a parte su come affrontare il caldo estremo in moto senza rovinarti il viaggio.
L’inverno non è escluso: la costa maremmana e la bassa Val d’Orcia restano percorribili quasi sempre. Sopra i mille metri — Abetone, Radici, Calla — da dicembre a marzo significa ghiaccio nei tratti in ombra, e sui passi appenninici la neve chiude qualche strada senza preavviso.
Preparare la moto e il viaggio
Nessuno di questi itinerari richiede una moto particolare. Una qualsiasi stradale in buono stato basta; anzi, sulle Apuane e sul Casentino una moto leggera è un vantaggio.
Quello che conta davvero, in ordine:
- Pneumatici. Curve, pendenze, asfalto irregolare: è l’unico componente che sta tra te e la strada. Se hai dubbi sulla scelta o sulla pressione, parti da questa guida ai pneumatici moto.
- Controlli pre-partenza. Cinque minuti, sempre, anche per un giro di un giorno: la checklist pre-partenza copre il minimo sindacale.
- Autonomia. Casentino, Apuane e alta Garfagnana hanno pochi distributori, e con orari da paese.
- Passeggero. Se viaggi in due, taglia le Apuane dal programma al primo giro e leggi come cambia la guida quando c’è un passeggero dietro.
Se il giro dura più di un weekend, la logistica cambia parecchio: tappe, bagagli, dove dormire. È tutta un’altra pianificazione, e l’ho raccontata nella guida ai viaggi in moto e in quella su come pianificare un viaggio di più giorni.
Tracciare i percorsi che fai (e ritrovarli l’anno dopo)
Ho costruito RideLog perché mi ero stancato di ricordare male le strade. Sapevo che *da qualche parte* tra Radda e Gaiole c’era una provinciale perfetta, ma non sapevo quale.
RideLog registra il viaggio da solo: riconosce dai sensori di movimento e dal GPS del telefono che sei in sella e parte, senza pulsanti start e stop. A fine giornata hai la traccia, la distanza, i tempi, i rifornimenti. E puoi condividere il percorso con la community o scoprire quelli registrati da altri motociclisti vicino a te — che è il modo più onesto che conosco per trovare strade nuove.
Due cose dette chiare. RideLog non è un navigatore turn-by-turn: non ti detta la strada nell’orecchio e non sostituisce Google Maps o Calimoto. E i dati restano sul telefono: nessun server, nessun cloud, funziona anche in Garfagnana dove il segnale non c’è. Se ti servono altrove, li esporti in PDF o CSV quando vuoi.
Scarica RideLog gratis e prova a registrare la prossima Chiantigiana.
Se ti interessa il tema, ho scritto una guida dedicata alle app per percorsi e itinerari moto e un confronto tra le migliori app per motociclisti, RideLog inclusa e coi suoi limiti.
Domande frequenti
Qual è il periodo migliore per gli itinerari moto in Toscana?
Metà aprile-metà giugno e settembre-ottobre. Luglio e agosto sono da evitare nell’entroterra, per caldo e traffico turistico; la costa maremmana invece resta godibile anche d’inverno, nelle giornate limpide.
Quanti giorni servono per un giro della Toscana in moto?
Un weekend basta per un singolo itinerario fatto bene: Chianti più Val d’Orcia, oppure la Garfagnana. Per collegare Appennino, colline e mare senza correre servono quattro o cinque giorni.
Quali sono le strade più belle della Toscana in moto?
La SR222 Chiantigiana per il paesaggio, la SS65 tra Futa e Raticosa per i tornanti, la SP146 in Val d’Orcia per la vista, la SS12 dell’Abetone per la salita. Il Casentino è la scelta giusta se cerchi strade vuote.
Servono moto potenti o preparate?
No. Sono strade da ritmo, non da velocità. Una stradale media in buono stato è perfetta, e sulle strette delle Apuane una moto leggera è preferibile a una maxi-enduro carica di bagagli.
Come registro e condivido i percorsi che faccio?
Con un’app di tracciamento. RideLog rileva il viaggio in automatico, salva la traccia sul telefono e ti permette di condividerla con la community o di scoprire i percorsi caricati da altri motociclisti nella zona.
In sintesi
Sette itinerari, tre paesaggi diversi, una regione che si guida bene quasi tutto l’anno se scegli il periodo giusto. Parti dal Chianti se è la prima volta, dal Casentino se cerchi strade vuote, dalle Apuane se vuoi qualcosa che ti resti addosso.
E registra quello che fai: tra un anno ti ricorderai la strada, non solo il posto.
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